Puoi fare progetti, costruire castelli in aria finché ti pare…

… Ma per fare certe cose bisogna per forza essere in due.

Avevo tanti progetti e poche certezze ma ero felice. Perché la mia vita procedeva spedita verso uno scopo. Verso tanti scopi, in effetti. Ed ero certa che tutti sarebbero stati raggiunti a tempo debito.

E poi d’un tratto puff. Un bel pezzo del mio bel quadretto è scoppiato come una bolla di sapone. Avete presente quelle scene da incubo in cui vedi in lontananza un gran pezzo di roccia o ghiaccio staccarsi e venire giù in una frana o una slavina e tu non puoi fare altro che provare a scappare, cercare un riparo per limitare i danni? Ecco, io mi sono sentita esattamente allo stesso modo. Ma forse ero su quella roccia che si è staccata. Mi è letteralmente mancata la terra sotto i piedi.

Stavo costruendo il mio bel castello con tanta dedizione, ma evidentemente devo avere sbagliato qualcosa. Perché un’intera ala è andata in frantumi e io ho rischiato di finire nel baratro. Beh, è il rischio di costruire castelli tanto in alto nel cielo: puoi arrivare a toccare il sole, la luna e le stelle, ma quando cadi…ti fai un gran male.

Per fortuna l’altra metà del castello è ancora intatta e ogni giorno che passa mi dà sempre più soddisfazioni; per fortuna l’altra metà del castello mi ha dato un appiglio abbastanza solido cui aggrapparmi per rimettermi in piedi e ripartire. Ma quanta fatica sprecata…Non posso fare a meno di pensare a quella parte che se n’è andata, a come fare per ricostruirla con fondamenta più solide stavolta. Ho deciso di non pensarci, di dedicarmi alla parte sana, per ora. Ma so che un giorno l’altra metà, quella che non c’è più, mi presenterà il conto e mi chiederà di essere rimessa in piedi; dove si è mai visto un castello a metà??? Nelle rovine di tempi remoti, forse. E non è mai un bello spettacolo. O meglio, non è mai un bel posto dove vivere. Perciò ho messo un telo di plastica che mi ripari dalle intemperie di questa stagione un po’ pazza e ho deciso di dedicarmi alla conclusione della metà sana, mentre rimetto su le basi per quella defunta. Ma a questo punto alcune domande mi sorgono spontanee: e se il mio progetto fosse sbagliato? Se la metà defunta dovesse restare defunta? Non sarebbe meglio tirare su un muro a chiudere la metà sana e dimenticare per sempre quella che non c’è più? Ma allora che senso avrebbe la metà sana? Sarebbe come una mela tagliata… incompleta ed esposta all’attacco di batteri e funghi e altre schifezze che potranno solo arrecarle un danno. E allora devo continuare su questa strada? O lasciare perdere tutto e abbandonare anche la metà sana, esposta ai danni e alle erosioni della vita?

So che il mio progetto iniziale è quello giusto ma per certi lavori bisogna avere dei collaboratori. E se non sono validi allora si corre il rischio di rovinare tutto, anche quelle parti che sono fatte per bene, perché hai potuto curarle da sola e costruirle in modo che resistano anche ai terremoti più violenti. E il dubbio che i collaboratori che ho scelto io non siano quelli giusti è forte… posso aver preso un abbaglio tanto accecante? Posso avere sbagliato l’intera impostazione della mia vita per una miopia non riconosciuta e non curata?

A volte mi viene da chiedermi se non avrei fatto meglio a continuare sulla mia via della solitudine orgogliosa… quando sei sola, l’unica persona che puoi biasimare per i tuoi fallimenti sei tu…e allora non c’è nessun problema, prenderti a male parole per la tua sbadataggine è facile. Prendersela con gli altri, quello è il difficile. Dover riconoscere che gli altri, in quanto esseri umani, sono imperfetti e in quanto tali passibili di errore, è l’impresa più ardua.

Possibile che sia stata attirata da un’illusione? Possibile che sia cascata nello specchietto delle allodole? Pensavo di avere la vittoria in tasca e invece….mi accorgo di esserne molto più lontana di quanto pensassi.

Non importa.

Ora non è il momento di pensare a ciò che non posso fare. Ora è il momento di pensare a fare ciò che è di mia esclusiva competenza e di impegnarmi per farlo al meglio.

 

 

luglio 2013

 

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